Assemblea Regionale

REGOLAMENTO DELL’ASSEMBLEA E DELLE ASSEMBLEE TERRITORIALI

Approvato dal Consiglio nazionale l’11 luglio 2013

ART. 1

AVVISO DI CONVOCAZIONE

  1. L’avviso di convocazione dell’Assemblea nazionale è inviato dal Presidente della Confederazione a tutti gli Enti aderenti, alle Unioni regionali, provinciali e interprovinciali, alle Federazioni nazionali ed ai componenti il Consiglio nazionale, il Collegio dei revisori dei conti ed il Collegio dei probiviri uscenti, almeno 90 giorni prima della data stabilita per la celebrazione dell’Assemblea nazionale quando l’ordine del giorno prevede l’elezione delle cariche sociali. Negli altri casi l’avviso è trasmesso almeno 30 giorni prima della data stabilita per la celebrazione dell’Assemblea utilizzando anche gli strumenti informatici a disposizione della Confederazione.

ART. 2

COMPITI DELLA COMMISSIONE DELL’ASSEMBLEA

  1. Quando all’ordine del giorno dell’Assemblea nazionale preveda l’elezione delle cariche sociali, il Consiglio nazionale ai sensi dell’art. 10 comma 3 dello Statuto nomina una Commissione dell’Assemblea, che curerà l’esecuzione delle deliberazioni assunte dal Consiglio Nazionale stesso in ordine all’elezione dei delegati da parte degli enti soci e al rapporto di rappresentanza tra enti aderenti e delegati e verificherà l’ordinato svolgimento delle assemblee territoriali nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari e dei deliberati degli organi
  2. La Commissione adotterà inoltre tutti i provvedimenti in ordine alla risoluzione delle controversie insorte in applicazione del presente Regolamento, delle deliberazioni degli Organi e al fine del regolare svolgimento delle assemblee

  3. Gli eventuali ricorsi potranno essere presentati solamente dai delegati aventi diritto o su proposta del delegato confederale e dovranno essere preannunciati entro le 48 ore successive alla conclusione dei lavori assembleari e le motivazioni dovranno essere inoltrate entro tre giorni dall’effettuazione dell’Assemblea stessa.

  4. Il Presidente ed il Segretario della Commissione provvederanno ad informare gli interessati sulle risoluzioni adottate.

5. La Commissione fisserà – entro le date decise dal Consiglio nazionale – in via provvisoria e in via definitiva il numero dei delegati attribuiti alle Unioni provinciali e interprovinciali e alle Unioni regionali in cui non vi siano le unioni provinciali e interprovinciali.

SVOLGIMENTO ASSEMBLEA NAZIONALE

ART. 3

COMPOSIZIONE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE

1. L’Assemblea nazionale è costituita dai delegati degli enti aderenti. Il Consiglio nazionale determina il numero dei delegati degli enti aderenti e il numero dei delegati degli enti a carattere nazionale, interregionale e del credito cooperativo indicati dai rispettivi organi territoriali.

Quando l’Assemblea nazionale è convocata per il rinnovo degli organi sarà costituita dai delegati eletti dalle Assemblee provinciali e interprovinciali, ovvero nelle regioni in cui non vi siano unioni provinciali e interprovinciali dalle Assemblee regionali, dai rappresentanti degli enti nazionali ed interregionali e del credito cooperativo censiti nei ruoli nazionali e, senza diritto di voto se non in quanto delegati degli enti aderenti, dai Presidenti delle Unioni regionali, provinciali ed interprovinciali e delle Federazioni nazionali.

Il Consiglio Nazionale che convoca l’Assemblea per il rinnovo degli organi determina il numero di delegati eletti dalle Assemblee territoriali ed il numero di delegati attribuiti agli Enti a carattere nazionale, interregionale e del credito cooperativo.

2. I Consorzi nazionali, le società nazionali in regola ai fini contributivi e le Federazioni regionali delle BCC partecipano all’Assemblea con due delegati.

Qualora l’importo del contributo associativo dei consorzi e delle società nazionali sia superiore a € 50.000,00 (cinquantamila/00) il numero dei delegati spettanti è di cinque.

Gli enti a carattere interregionale in regola ai fini contributivi partecipano alla medesima Assemblea con un delegato.

3. All’Assemblea partecipano inoltre con diritto di parola, senza diritto di voto qualora non siano delegati, i componenti il Consiglio nazionale, il Consiglio di presidenza, il Collegio dei revisori dei conti e il Collegio dei probiviri uscenti nonché le altre personalità indicate nell’art. 10, ultimo comma, dello Statuto confederale.

ART. 4
SVOLGIMENTO DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE
  1. L’Assemblea in applicazione dell’art. 10, comma 9, dello Statuto confederale e prima di dare inizio ai suoi lavori nomina il Presidente dell’Assemblea, i Vice presidenti, i Segretari, i Questori, la Commissione verifica poteri e i componenti dei seggi elettorali.

ART. 5

PROCEDURA DELLA DISCUSSIONE

  1. I delegati che desiderano prendere la parola su un argomento devono comunicare il loro nome per iscritto.
  2. In via generale essi sono chiamati secondo l’ordine delle richieste ma durante la discussione delle mozioni, il Presidente dell’Assemblea potrà invitare i sostenitori dell’una o dell’altra tesi a parlare alternativamente.

  3. Ad ogni delegato che prenda la parola sono accordati massimo 10 minuti per il suo intervento salvo che il numero degli interventi in relazione al tempo residuo per la discussione non induca a ridurre detto termine
  4. Non è permesso ad alcun delegato di parlare più di una volta sullo stesso argomento ad eccezione per l’autore di mozioni o di emendamenti e per i candidati alla presidenza che potranno illustrare per un tempo più ampio il loro programma.

  5. Ai proponenti di una mozione o di un emendamento sono accordati al massimo 10 minuti per la illustrazione e 3 minuti per rispondere prima che la mozione o l’emendamento siano posti ai voti.

  6. Quando venissero presentate più proposte simili tra loro, esse sono rinviate alla Presidenza la quale dovrà curare la stesura di un testo unitario.

  7. Il Presidente dell’Assemblea, una volta illustrate le diverse posizioni dichiara chiuso il dibattito sui diversi argomenti e mozioni e pone la questione ai voti.
  8. Nel caso di uguaglianza di voto il Presidente dell’Assemblea dichiara che la decisione non è adottata.

ART. 6

MOZIONI

  1. Durante l’Assemblea eventuali mozioni possono essere trattate qualora ciò venga richiesto almeno da un terzo dei partecipanti aventi diritto al voto, a norma dell’art. 11, commi quarto e quinto, dello Statuto confederale.

ART. 7

VOTAZIONI

  1. In via ordinaria le votazioni avvengono per alzata di mano o per appello nominale e per scrutinio segreto quando almeno un quinto dei partecipanti ne faccia richiesta scritta.

  2. Quando si tratta dell’elezione del Presidente, a meno che non esistano le condizioni per procedere per acclamazione, risulterà eletto il candidato più votato.

3. Qualora si tratti del terzo mandato le votazioni avverranno con voto segreto.

4. Quando si tratta dell’elezione del Consiglio nazionale, a meno che non esistano le condizioni di procedere per acclamazione, si vota con il sistema maggioritario e voto limitato a due terzi su liste composte da almeno 60 (sessanta) nominativi, di cui almeno il 30% di genere scelti tra i delegati accertati dalla Commissione dell’Assemblea.

I promotori delle liste dovranno rendere disponibili almeno 10 candidature ai rappresentanti degli enti a carattere nazionale, interregionale e del credito cooperativo, di cui almeno cinque inserite nei primi trenta nominativi.

5. In caso di presentazione di più liste, alla composizione del Consiglio nazionale concorreranno i candidati eletti delle due liste che risulteranno le più votate: i primi sessanta della lista che ha riportato più voti e i primi trenta della seconda più votata.

ART. 8

DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE, DEI COMPONENTI IL CONSIGLIO NAZIONALE, IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI E IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Elezione del Presidente

1. Qualora entro i termini fissati dall’Assemblea fossero presentate una o più candidature per l’elezione del Presidente, le stesse dovranno essere sottoscritte da almeno il 25% dei delegati accertati e presenti all’Assemblea.

2. La candidatura può essere presentata altresì da tanti presidenti delle Unioni regionali delegati che rappresentino almeno 2/3 dei voti attribuiti agli enti soci in regola per partecipare all’Assemblea nazionale.

Elezione del Consiglio nazionale

3. L’Assemblea elegge in seduta plenaria n. 90 membri come specificato all’art. 12 lett. b dello Statuto con il sistema di votazione di cui all’articolo precedente.

4. Le liste eventualmente presentate secondo il penultimo comma dell’art. 10, comma 11, dello Statuto confederale dovranno essere sottoscritte da tanti delegati che rappresentino almeno un decimo dei delegati presenti.

5. In caso di presentazione di più liste, il candidato presidente potrà essere contestualmente presente come capolista per il Consiglio nazionale. Il Presidente eletto potrà successivamente dimettersi da componente del Consiglio consentendo così la cooptazione del primo dei non eletti della lista da lui capeggiata.

6. I delegati non potranno sottoscrivere più di una lista. In caso di duplicazione di sottoscrizione, saranno annullate le loro firme in tutte le liste presentate.

7. Ai fini della sottoscrizione delle liste di cui ai commi 1 e 4 non sono computabili le deleghe.

8. I Presidenti delle Unioni regionali delegati che rappresentano due terzi dei voti attribuiti agli enti soci in regola per partecipare all’Assemblea nazionale possono presentare la lista per l’elezione del Consiglio nazionale composta da n. 90 candidati.

9. Qualora anche in questa fattispecie fosse presentata una seconda lista si procede alla elezione secondo quanto previsto all’art. 7, comma 4, del presente Regolamento.

Elezione del Collegio dei revisori dei conti e Collegio dei probiviri

10. Qualora sussistano diverse proposte per la composizione del Collegio dei revisori dei conti e del Collegio dei probiviri ciascuna dovrà indicare il presidente, i due membri effettivi e i due supplenti.

11. Verranno elette le proposte che riporteranno il maggior numero di voti.

12. Le liste per la presentazione delle candidature per qualsivoglia organo devono essere raccolte su appositi moduli firmati dal Presidente dell’Assemblea.

ART. 9

PROCLAMAZIONE DEGLI ELETTI

  1. Finita la votazione i seggi elettorali procederanno allo spoglio dei voti comunicandone i risultati alla Presidenza dell’Assemblea.

ASSEMBLEE INTERPROVINCIALI E PROVINCIALI

ART. 10

CONVOCAZIONE E SVOLGIMENTO DELLE ASSEMBLEE PROVINCIALI E INTERPROVINCIALI

1. Il Presidente di ciascuna Unione, con delibera del Consiglio provinciale o interprovinciale, fisserà il giorno dell’Assemblea dandone comunicazione agli enti soci aderenti nella propria circoscrizione territoriale.

All’Assemblea partecipano le cooperative aderenti che risultino in regola con i contributi associativi dei quattro esercizi precedenti almeno 30 giorni prima della celebrazione dell’Assemblea territoriale (art. 6, comma 5, lett a)).

2. Tale giorno dovrà essere fissato previo accordo con la Direzione Centrale. Le Assemblee provinciali e interprovinciali dovranno celebrarsi entro i termini fissati dal Consiglio nazionale.

3. Eventuali deroghe rispetto ai termini di cui al comma precedente dovranno essere autorizzate dalla Commissione dell’Assemblea.

4. Ove il Presidente dell’Unione provinciale o interprovinciale non provveda alla convocazione entro la data fissata dal Consiglio nazionale l’Assemblea è convocata dal Presidente della Unione regionale della rispettiva circoscrizione territoriale.

5. Qualora il Presidente dell’Unione regionale non provveda alla convocazione entro il termine suddetto, su proposta della Commissione dell’Assemblea, l’iniziativa della convocazione sarà assunta dal Presidente confederale.

6. L’Assemblea si svolgerà secondo le disposizioni generali del presente Regolamento, con particolare riferimento a quanto disposto agli articoli 7, 8 e 14 e delle disposizioni particolari previste dallo Statuto confederale.

7. Le Unioni territoriali sottoposte a regime di commissariamento, qualora non siano in grado di celebrare le Assemblee per l’elezione degli organi sociali, designeranno i delegati all’Assemblea nazionale e regionale attraverso delibera del Commissario previa consultazione formale degli enti aderenti che si trovano nelle condizioni specificate all’art. 12.

ART. 11

PARTECIPANTI ALLE ASSEMBLEE PROVINCIALI E INTERPROVINCIALI

  1. Alle Assemblee provinciali e interprovinciali partecipano con diritto al voto i rappresentanti degli enti aderenti che i trovano nelle condizioni specificate all’art. 12.
  2. Gli enti a carattere regionale e interprovinciale, ai fini della elezione del Consiglio provinciale e interprovinciale che provvederà alla nomina dei delegati all’Assemblea nazionale, partecipano all’Assemblea territoriale della provincia in cui hanno la sede legale.

3. Ogni ente aderente ha diritto da un minimo di un voto ad un massimo di dodici voti in rapporto al livello del contributo associativo di competenza della sede centrale della Confederazione dovuto per l’anno antecedente a quello di celebrazione dell’assemblea ed dall’ampiezza della base sociale.

4. Per gli enti soci aventi diritto a tre o più voti, i delegati nominati dovranno essere individuati assicurando, che, ove siano presenti tra i soci, almeno un terzo sia di genere diverso.

5. Gli enti aderenti hanno diritto ad un solo voto nel caso in cui il contributo associativo dovuto per la sede centrale della Confederazione sia pari alla quota minima determinata dal Consiglio nazionale in sede di approvazione annuale delle aliquote contributive.

6. Qualora il contributo associativo sia superiore al minimo, gli enti di cui sopra hanno diritto ai seguenti voti aggiuntivi:

– fino a €1.000,00 (mille): un voto

– da €1.001,00 (milleuno) a € 2.000,00 (duemila): due voti

– da € 2001,00 (duemilauno) a € 5.000,00 (cinquemila): quattro voti

– da € 5.001,00 (cinquemilauno) a € 7.000,00 (settemila): cinque voti

– da € 7.001,00 (settemilauno) a € 9.000,00 (novemila): sette voti

– da € 9.001,00 (novemilauno) a € 11.000,00 (undicimila): otto voti

– da € 11.001,00 (undicimilauno) a € 15.000,00 (quindicimila): nove voti

– oltre € 15.000,00 (quindicimila): undici voti

7. In rapporto all’ampiezza della base sociale gli enti di cui sopra hanno diritto ai seguenti ulteriori voti:

  • con un numero di soci da 300 a 600: un voto
  • con un numero di soci da 601 a 1.200: due voti
  • con un numero di soci da 1.201 a 2.000: tre voti
  • con un numero di soci superiore a 2.000: quattro voti.

8. I dati di riferimento di cui ai commi 6 e 7 sono estrapolati dalle dichiarazioni rese da ciascuna Unione nella compilazione dei ruoli dell’anno antecedente la celebrazione dell’Assemblea, verificati dal Servizio contributi attraverso gli applicativi core.

9. Il totale dei voti complessivamente spettanti a ciascun ente ai sensi dei precedenti commi non può in nessun caso superare i dodici voti.

10. Le Banche di credito cooperativo partecipano alle assemblee con tre voti e sono considerate in regola ai fini contributivi, avendo assolto l’adempimento ai sensi delle specifiche norme statutarie.

11. Il voto plurimo si esprime attraverso la partecipazione di tanti rappresentanti di ogni ente aderente, quanti sono i voti assegnati.

12. Ove si ritenga opportuna una maggiore partecipazione assembleare, la Commissione dell’Assemblea potrà autorizzare il raddoppio dei voti assegnati ad ogni ente.

13. Il rappresentante di ente aderente impossibilitato a partecipare può conferire delega al rappresentante del medesimo ente o di altro ente, il quale tuttavia non potrà avere più di due deleghe oltre la propria.

14. I legali rappresentanti di più enti appartenenti allo stesso settore non possono rappresentare più di tre enti.

ART. 12

ACCERTAMENTO DEGLI ENTI AVENTI DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE

1. In relazione all’art. 13 dello Statuto confederale, la Commissione dell’Assemblea, sulla base degli elenchi degli enti aderenti e della documentazione fornita dai competenti uffici della Confederazione accerta il numero e la denominazione degli enti che risulteranno aderenti alla data di convocazione dell’Assemblea, ivi compresi quelli la cui domanda di adesione completa della prescritta documentazione, sia pervenuta alla Confcooperative entro e non oltre la stessa data.

2. Partecipano alle Assemblee territoriali con diritto di voto gli enti aderenti che risultino in regola con i contributi associativi dovuti alla Organizzazione confederale (nazionale, regionale, provinciale e interprovinciale) riferiti ai quattro esercizi precedenti effettivamente pagati alla Confederazione almeno 30 giorni prima dalla data fissata per la celebrazione dell’Assemblea territoriale secondo quanto disposto dall’art. 6, comma 5, dello Statuto confederale.

3. Gli enti che hanno aderito alla Confederazione nell’anno precedente quello di celebrazione dell’Assemblea ai quali non è stata richiesta la contribuzione associativa, per avere diritto alla partecipazione assembleare debbono essere in regola con la contribuzione minima applicata dai tre livelli dell’Organizzazione per l’anno suddetto.

4. La Confederazione, ove mancassero i tempi tecnici per le emissioni delle cartelle contributive, provvederà direttamente al caricamento della quota minima di propria spettanza e analogo adempimento potrà essere adottato dalle Confcooperative regionali, provinciali o interprovinciali interessate. Naturalmente di ciò occorrerà informare gli enti a cura delle strutture territoriali.

5. Ad ogni ente che si trova nelle condizioni sopraddette, verrà assegnato dalla Commissione dell’Assemblea un numero di voti secondo le procedure di cui all’articolo precedente sulla base dei dati rilevati dai competenti uffici confederali.

6. Non sono considerati in regola gli enti espulsi per inadempienza contributiva che abbiano successivamente riformalizzato l’adesione alla Confederazione Cooperative Italiane e che non abbiano assolto al pagamento di tutti i contributi pregressi nel quadriennio.

7. Gli enti aderenti ma non inseriti nei ruoli contributivi debbono, per aver diritto alla partecipazione assembleare, essere in regola con la contribuzione minima applicata dai tre livelli dell’Organizzazione per gli anni compresi nel quadriennio precedente quello di celebrazione dell’Assemblea.

ART. 13
DIRITTO DI PAROLA
  1. Nelle Assemblee provinciali, interprovinciali e regionali hanno diritto di parola i componenti il Consiglio nazionale, il Collegio dei revisori dei conti e il Collegio dei probiviri della Confederazione uscenti, appartenenti alla circoscrizione territoriale qualora non siano delegati. Così pure hanno diritto di parola i Presidenti uscenti, i Segretari e/o i Direttori delle Unioni regionali, interprovinciali e provinciali.

ART. 14

VOTAZIONI E DISPOSIZIONI PER L’ELEZIONE DEGLI ORGANI NELLE ASSEMBLEE TERRITORIALI

  1. Per il sistema di votazione, in quanto applicabile, si applicano le norme dei precedenti articoli 7 e 8.

  2. La compilazione delle liste e la relativa raccolta delle sottoscrizioni, dovrà essere effettuata su appositi moduli predisposti sulla base di uno schema confederale e siglati all’inizio dell’Assemblea da parte del Presidente dell’Assemblea.

ART. 15

VERBALE DELLE ASSEMBLEE PROVINCIALI E INTERPROVINCIALI

  1. Il verbale delle Assemblee provinciali e interprovinciali deve riassumere il dibattito, eventuali mozioni e proposte e riportare l’esito di eventuali votazioni in conformità a quanto previsto dal vigente Statuto confederale.

  2. Inoltre, il verbale delle Assemblee provinciali e interprovinciali deve contenere l’esito delle votazioni per l’elezione dei componenti le cariche sociali, indicandone il cognome, il nome, la data di nascita, il recapito, l’ente rappresentato con il numero di matricola e la relativa federazione.

ART. 16

NORME PER LE UNIONI REGIONALI ESCLUSIVE

  1. Tutte le procedure di cui ai precedenti articoli riferiti alle Unioni provinciali e interprovinciali valgono anche per le Unioni regionali quando si trovano nelle condizioni previste dall’art. 7 comma 10 dello Statuto confederale.

ART. 17

NORME PER LE REGIONI E PROVINCE A REGIME CONTRIBUTIVO SPECIALE

  1. Nelle regioni e province a regime contributivo speciale per la determinazione dei delegati all’Assemblea nazionale ad ogni ente viene attribuito un voto in deroga a quanto previsto dall’art. 11.

  2. Nelle stesse strutture territoriali, nell’ipotesi in cui non si fosse ottemperato all’assolvimento dell’obbligo contributo al cento per cento, i delegati all’Assemblea nazionale saranno attribuiti proporzionalmente all’importo dei contributi effettivamente versati alla Confederazione nel quadriennio.

ART. 18

VERBALE DELLE ASSEMBLEE DELLE UNIONI TERRITORIALI PER L’ELEZIONE DEI DELEGATI

1. Il verbale delle Assemblee provinciale e interprovinciale deve contenere il cognome e nome, la data di nascita, il recapito ai fini delle comunicazioni successive, l’ente rappresentato con il numero di matricola, la federazione di appartenenza dei delegati all’Assemblea nazionale e all’Assemblea regionale.

  1. Nel verbale dovrà essere fatta altresì esplicita indicazione dei delegati supplenti in numero di 1 (uno) supplente per ogni 5 (cinque) delegati effettivi o frazione superiore a 5, che subentreranno o per indisponibilità del delegato effettivo o nell’ipotesi che la Commissione dell’Assemblea attribuisca un numero di delegati definitivo maggiore a quello comunicato in via provvisoria.

  2. Le Unioni che esprimono meno di cinque delegati devono comunque nominare un delegato supplente.

  3. Ai sensi dell’art. 10 dello Statuto confederale, nel verbale si deve aggiungere in calce all’elenco dei delegati, il nominativo del Presidente dell’Unione se lo stesso non risulta tra i delegati eletti.

5. All’atto della chiusura del verbale, ai fini della partecipazione all’Assemblea nazionale, ciascuna Unione verserà nelle mani del delegato confederale la somma eventualmente determinata dal Consiglio Nazionale per ciascun delegato, anche di diritto, o partecipante, quale quota per concorso nelle spese dell’Assemblea. Di tale versamento sarà fatta menzione nel verbale.

ART 19

TRASMISSIONE DEI VERBALI DELLE ASSEMBLEE PROVINCIALI O INTERPROVINCIALI

1. I verbali delle Assemblee firmati dal Presidente dell’Assemblea, dal segretario e dal delegato confederale sono recapitati brevi mani o per posta elettronica non oltre tre giorni non festivi dallo svolgimento, alla Commissione dell’Assemblea e all’Unione regionale.

2. La Commissione dopo averli esaminati, accerta la regolarità delle procedure espletate e informa la Presidenza confederale sui contenuti dello stesso.

3. Ai delegati eletti a cura della Presidenza confederale verranno inviati i documenti e ogni altra notizia utile alla partecipazione all’Assemblea nazionale.

ASSEMBLEE REGIONALI

ART. 20
ASSEMBLEE REGIONALI

1. Le Assemblee regionali dovranno tenersi entro la data fissata dal Consiglio nazionale.

2. La data dell’Assemblea dovrà essere fissata previo accordo con la Direzione Centrale

3. L’Assemblea regionale è convocata, su delibera del Consiglio regionale, dal Presidente dell’Unione. Qualora il Presidente regionale entro il termine del fissato dal Consiglio Nazionale non dovesse provvedere il Presidente confederale provvederà alla convocazione.

4. Partecipano all’Assemblea regionale i delegati degli enti aderenti. Quando l’Assemblea regionale è convocata per l’elezione degli organi partecipano all’Assemblea i delegati eletti dalle Assemblee provinciali e interprovinciali.

5. L’Assemblea si svolgerà secondo le disposizioni generali del presente Regolamento, con particolare riferimento a quanto disposto ai precedenti articoli 7, 8 e 14 e delle disposizioni particolari previste dallo Statuto e dal regolamento dell’Unione regionale.

ART. 21
COSTITUZIONE DELLE ASSEMBLEE REGIONALI

1. L’Assemblea delle Unioni regionali è costituita dai delegati di cui all’articolo precedente secondo i criteri di rappresentanza stabiliti nel precedente art. 11.

2. All’Assemblea partecipano inoltre senza diritto di voto, se non delegati, i Presidenti delle Unioni provinciali e interprovinciali e i Presidenti delle Federazioni regionali di settore se costituite.

ART. 22

VERBALE DELLE ASSEMBLEE E REGIONALI

  1. Il verbale delle Assemblee regionali deve riassumere il dibattito, eventuali mozioni e proposte e riportare l’esito di eventuali votazioni in conformità a quanto previsto dal vigente Statuto confederale.

  2. Inoltre, il verbale delle Assemblee regionali deve contenere l’esito delle votazioni per l’elezione dei componenti le cariche sociali, indicandone il cognome, il nome, la data di nascita, il recapito, l’ente rappresentato con il numero di matricola e la relativa federazione.

NORME DI CARATTERE GENERALE
ART. 23
CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE E DI ELEGGIBILITÀ
  1. Non possono essere eletti Presidente e componenti del Consiglio nazionale, del Collegio dei revisori dei conti e del Collegio dei probiviri, esponenti di enti soci che non siano nelle condizioni previste al precedente art. 12 del presente Regolamento.

  2. Non possono altresì essere eletti negli organi surrichiamati e, se eletti, decadono dalla carica, coloro che si trovino nelle condizioni previste all’art. 21 del vigente Statuto confederale e articoli 7 e 8 del relativo Regolamento di attuazione.

ART. 24

DISPOSIZIONE FINALE

  1. Le norme del presente Regolamento di intenderanno automaticamente modificate in relazione alle deliberazioni che in sede di Assemblea nazionale verranno assunte in ordine alle modifiche statutarie.

Pin It on Pinterest

Share This