L’agricoltura è una delle risorse italiane che sta mostrando maggiore resilienza in tempo di crisi, riuscendo a mantenere i livelli occupazionali e persino ad aumentare le percentuali di esportazioni, ma non per questo può essere un salvadanaio da svuotare e impoverire. Perché i nostri cooperatori impegnati nell’agricoltura, seppur resistendo stoicamente alla congiuntura economica negativa, subiscono quotidianamente tutti i riflessi negativi della crisi.

AgrinsiemePer questo è fondamentale dare un segnale di presenza e unione alla manifestazione di oggi a Catanzaro, in Piazza Prefettura, convocata da Agrinsieme (che unisce Fedagri Calabria, Lega delle Cooperative, AGCI, CIA e Confagricoltura) cui partecipiamo con convinzione e piena condivisione con gli aderenti a Fedagri di Confcooperative Calabria. L’IMU agricola è solo la punta dell’iceberg di un sistema che deve essere fortemente rivisto, possibilmente in maniera partecipata, ancor di più nell’anno di EXPO Milano, per permettere all’agricoltura italiana di mostrare il proprio meglio e di ripartire in via definitiva.

“Mi auguro che si apra una nuova stagione di sensibilità sulle potenzialità e i problemi del settore – dichiara Camillo Nola presidente di Fedagri e Confcooperative Calabria – e si lavori sia a livello regionale, che a livello centrale, per dare respiro alle aziende agricole che quotidianamente affrontano situazioni gravi come: i ritardi nei pagamenti, l’accesso al credito ormai impossibile per le piccole e medie aziende, il peso dell’IMU agricola su molte realtà in affanno finanziario, difficoltà di accesso ai fondi del PSR fondamentali per mantenere o creare il lavoro, e così via. Per non parlare della crisi recente di alcuni specifici comparti come il Latte e l’Ortofrutta. Se si vuole davvero che l’agroalimentare sia un traino dell’export, e che l’agricoltura in Calabria e nel Paese, anziché fermarsi e declinare, continui a crescere per diventare una risorsa strategica, è il momento di intervenire in maniera netta, con nuove politiche di sostegno verso chi opera con serietà creando sana occupazione, mandando fuori dai giochi chi ancora vive di rendita e speculazione. Lo dice la storia ormai, la fabbrica dell’assistenza pubblica ha prodotto solo fallimenti e illuso intere generazioni di calabresi, dobbiamo comprendere che agricoltura ed agroalimentare, turismo ed innovazione sono le frecce più importanti al nostro arco per il presente e ancor di più per il futuro.”

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