L’intimidazione dell’altra notte all’assessore regionale Federica Roccisano, cui va la nostra solidarietà, vicinanza e pieno sostegno. E’ la dimostrazione di una vera e propria “contro-cultura” dilagante fatta di violenza e intimidazioni, un bollettino di guerra, che cerca di sconquassare e vincolare la nostra quotidianità alle regole della violenza. Un modello culturale che non possiamo tollerare e che non accettiamo. Quanto sta accadendo deve spingere la società civile e le associazioni tutte a mobilitarsi, poiché l’intervento principale deve essere culturale e politico, con buone pratiche e azioni concrete che limitino il malaffare in ogni sua forma.

Innanzitutto, sono vicino all’assessore Roccisano e a tutti coloro in questi giorni sono stati colpiti da intimidazioni vili e mirate a minare la libertà e la democrazia, di singoli e comunità. – Dice Camillo Nola, presidente di Confcooperative Calabria – E’ necessario che vi sia una reazione che parta dalla Calabria, ma continuo a dirlo, che al contempo da Roma devono arrivare le risposte ai bisogni dei cittadini, dei magistrati e delle Forze dell’Ordine. Siamo al fianco di quanti hanno subito questi gravi atti negli ultimi giorni e dei rappresentanti dello Stato, che sono certo faranno il massimo per garantire la sicurezza di persone e cose. Sono altrettanto certo che l’Assessore Roccisano e la classe politica regionale non si faranno condizionare da tali eventi, ma anzi lavoreranno ancora di più per dare un segnale di cosa significa amministrare bene, per il bene comune, e come questo possa avere le maggiori ricadute nel contrasto della cultura delle intimidazioni e di quella mafiosa e violenta in genere. Solo con una buona politica amministrativa possiamo pensare veramente di avviare il cambiamento di questa regione”.

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